quando due chef hanno lavorato per i loro ristoranti cumulativamente per quasi 60 anni è normale pensare che ci sia un legame inscindibile fra professionista e luogo. Non è però così per chef Ettore Bocchia del Mistral (il ristorante gourmet del 5 stelle lusso Grand Hotel Villa Serbelloni) e per chef Max Mascia del San Domenico, location storica a Imola con 2 stelle Michelin da quasi 50 anni.
Due professionisti parte integrante della cucina italiana come chef Ettore Bocchia (a destra nella foto) e chef Max Mascia (a sinistra nella foto) insieme per un menù speciale in una location unica come il Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio. Crediti: Mistral, San Domenico
Bocchia è uno di quei rari chef che hanno segnato un prima e un dopo nella cucina italiana contemporanea. Al Grand Hotel Villa Serbelloni ha costruito una carriera lunghissima e coerente, senza mai smettere di guardare oltre i confini della tradizione. Pioniere della cucina molecolare in Italia, disciplina che ha introdotto grazie alla collaborazione con il fisico Davide Cassi, porta avanti una ricerca che non è mai stata puro esercizio tecnico. Dall’uso dell’azoto liquido fino allo studio delle texture e delle reazioni chimiche degli alimenti, chef Bocchia ha sempre interpretato l’innovazione come uno strumento per amplificare il gusto e la percezione sensoriale. Il suo Mistral è peraltro una delle esperienze di Tablexperience sia per la bellezza del panorama sia per l'unicità del menù.
Mi piacerebbe che chi viene a cena capisse la passione dietro questa cena a quattro mani e pensasse che è davvero una cosa bella
Di natura diversa, ma sempre di straordinario impatto, è il percorso di Max Mascia, erede “sul campo” di una delle insegne più importanti della ristorazione italiana. Cresciuto all’interno del San Domenico, chef Mascia ha scelto fin da subito di costruire la propria identità lontano da Imola, attraversando cucine di altissimo livello in Italia, Francia e Stati Uniti (tra cui esperienze con Alain Ducasse) prima di rientrare stabilmente nel ristorante di famiglia una quindicina di anni fa. Nel tempo ha saputo trovare un equilibrio difficilissimo: custodire una tradizione monumentale e allo stesso tempo imprimere una direzione personale. La sua cucina si muove infatti su una linea sottile, dove memoria e innovazione convivono senza mai sovrapporsi. Il San Domenico è una presenza importante anche su Tablexperience, con due splendide esperienze a partire dallo chef's table con Max Mascia.
Sette portate, due dessert, un tocco di azoto liquido e tanta tradizione con una visione contemporanea in questo menù a 4 mani
Per due figure di questo tipo, dicevamo, immaginarsi una totale assimilazione con le loro “creature” sarebbe lecito, e invece la loro passione li ha portati diverse volte a combinare la loro professionalità con quella di altri chef in eventi a più mani. È stata quindi la loro straordinaria sintonia a farli convergere proprio in un evento a 4 mani l’11 aprile 2026 in cui chef Bocchia gioca in casa, nel suo splendido Mistral in quell'icona dell'eleganza italiana a livello mondiale che è il Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio. Due figure storiche della ristorazione italiana, un solo menù.
Il Rombo assoluto e caviale di chef Bocchia, cotto nel glucosio per un risultato allo stesso tempo essenziale e sorprendente
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