La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti incarna il concetto di ristorazione esperienziale sotto ogni profilo. A partire dalle sale, completamente ripensate dall’interior designer Stefano Guidotti, chiamato a tradurre la visione dello Chef e di Valentina Dogliani (padrona di casa de Il Boscareto Resort & SPA, che ospita il ristorante) in architettura con un restyling su misura che mette la natura al centro, in continuità visiva e concettuale con la filosofia del ristorante e il paesaggio che si apre oltre le grandi vetrate.
L’architettura interna si articola in tre ambienti distinti che scandiscono, come capitoli, le fasi della proposta del ristorante. L’ingresso, dal tono quasi familiare, accoglie con un’installazione luminosa firmata dallo Studio Morghen e introduce a una prima sala affacciata sulla corte interna: qui, con cucina a vista e sedute dedicate, si avvia il rito dell’aperitivo e degli amuse-bouche. Un corridoio allestito con opere di giovani artisti selezionati in collaborazione con la Galleria Lunetta11 crea una pausa contemplativa e guida verso la sala principale, concepita come l’interno di una casa: ogni tavolo gode di riservatezza senza mai perdere il dialogo con il paesaggio.
A chiudere il percorso, una sala interamente dedicata al dolce, dove pasticceri e cuochi lavorano a vista dessert e piccola pasticceria. Ovunque, l’ampiezza delle vedute 180° sulle colline e sui filari dell'azienda vitivincola Batasiolo, anch’essa proprietà della famiglia Dogliani, dilata lo spazio e dissolve i confini tra interno ed esterno.
Alla guida della cucina c’è Michelangelo Mammoliti, classe 1985, cresciuto all’ombra delle Alpi occidentali e da sempre in dialogo con l’elemento naturale, che per lui è casa, memoria e orizzonte. La sua traiettoria professionale — dalle esperienze con Gualtiero Marchesi, a fianco di Stefano Baiocco e, in Francia, con Alain Ducasse, Pierre Gagnaire, Yannick Alléno e Marc Meneau, fino all’incontro con Frédéric Lalos per l’arte del pane — definisce una grammatica di rigore e ricerca continua. Tornato in Italia nel 2014 come executive chef, ottiene la Stella Michelin nel 2017 e la seconda nel 2020, viene nominato Chef Emergente dal Gambero Rosso (2018), Miglior Chef dell’anno da Identità Golose (2021) ed entra nella The Best Chef Awards.
Dal 2022 è al timone di La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti, che da novembre 2025 è insignito delle 3 Stelle Michelin. La sua cucina segue tre coordinate, dichiarate e mantenute con lucidità: naturale, della memoria e istintiva. Al centro, l’universo vegetale, interpretato attraverso erbe aromatiche, spezie, radici e specie coltivate personalmente con la brigata tra orto e serra, vero laboratorio vivo che alimenta il percorso MAD 100% NATURA®. Quando non autoprodotte, le materie prime (carni, formaggi, alcuni ortaggi) sono selezionate nel territorio, inteso come scrigno di eccellenze da valorizzare.
L’idea è netta: ogni piatto deve raccontare l’identità dello chef e del luogo, generando un’esperienza irripetibile altrove e fortemente radicata nelle valli e nelle colline circostanti. Chef Mammoliti rivendica un rapporto fisico con gli ingredienti — “mani sporche di terra” nella sua parafrasi — e riconosce in orto e serra una palette in continuo mutamento che guida le scelte. È la natura a dettare tempi e direzioni; la cucina, di rimando, si fa strumento di ascolto. A questa visione si intreccia un lavoro sulla memoria che lo chef definisce attraverso la lente della neurogastronomia. Con il supporto della dottoressa Maria Francesca Collevasone, ha esplorato memoria cognitiva e sistema limbico per dare forma culinaria alle emozioni: riemergono così ricordi familiari, profumi d’infanzia e appigli sensoriali profondi. Nascono in questo modo piatti come BBQ, uno spaghetto “al barbecue” cotto in estrazione di prosciutto di Cuneo, che innesca l’eco di una grigliata domenicale e condensa uno dei nuclei più intimi della sua autobiografia gustativa. L’esperienza è multisensoriale: i piatti si osservano, si annusano, si masticano, talvolta si toccano; è il cervello, infine, a decidere se archiviare quell’insieme di sapori nella memoria a breve termine o scolpirlo più a fondo. L’obiettivo di chef Mammoliti è che i suoi clienti si lascino andare nei loro ricordi, facendosi guidare verso nuove memorie gustative.
In sala, la regia è affidata a Alessandro Marcialis, forte di esperienze tra Toscana, Costa Smeralda e il Castello di Grinzane Cavour. Il legame con le Langhe e l’incontro con chef Mammoliti ne hanno definito il profilo: rigore, misura e una sensibilità affilata sul mondo vegetale, maturata nella frequentazione quotidiana di orto, serra e giardino delle botaniche.
La carta dei vini, curata dal sommelier Alessandro Tupputi, parte dal patrimonio delle Langhe per allargare lo sguardo all’Italia dei piccoli produttori e poi oltre confine, tra Francia, Spagna, Armenia e Georgia. La selezione intreccia grandi firme dell’enologia e piccoli viticoltori di pregio, con abbinamenti pensati per non prevaricare i piatti ma per bilanciarli con precisione, seguendo una linea volutamente non convenzionale. Il vino diventa così un ingrediente ulteriore, capace di esaltare sfumature e complessità senza alterare l’equilibrio. Un ultimo, importante tassello in un percorso esperienziale a tutto tondo.