All’ingresso del ristorante, la sensazione è quella di varcare la soglia di uno spazio pensato per trasmettere armonia e misura. Le sale si presentano come un dialogo tra estetica contemporanea e tradizione giapponese, con materiali naturali scelti con cura e carte di riso che scandiscono l’ambiente in modo sobrio ed elegante. La luce soffusa accarezza le superfici lignee e accompagna il visitatore in un’atmosfera rilassante, dove l’essenzialità diventa protagonista: linee pulite, geometrie ordinate e dettagli discreti contribuiscono a creare un minimalismo ricercato che non distrae, ma al contrario valorizza l’esperienza gastronomica.
La guida della cucina è affidata a Yamamoto Eiji, primo chef, che porta in sala un percorso in cui la tradizione del Sol Levante incontra un linguaggio più attuale e creativo. Nato nel 1975 a Hokkaido, l’isola più settentrionale del Giappone, lo chef intraprende il suo percorso professionale giovanissimo: a soli diciannove anni ottiene la qualifica di cuoco, traguardo che in patria rappresenta già un segno di rigore e dedizione assoluta. La sua formazione prosegue poi presso il celebre ristorante Otaru Masazushi a Susukino, Sapporo, luogo di riferimento per la tradizione nipponica, dove perfeziona le tecniche del sushi e della cucina classica giapponese.
La carriera assume presto una dimensione internazionale. Dopo aver affinato ulteriormente le proprie competenze, lo chef approda in Canada e in Australia, esperienze che arricchiscono il suo bagaglio tecnico e culturale, consentendogli di confrontarsi con diversi contesti gastronomici al di fuori del Giappone. La sua carriera ha visto riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, fino alla prestigiosa selezione della Guida MICHELIN Italia, che lo include stabilmente dal 2021 a oggi. Ad accompagnarlo è un team di sushi chef giapponesi, professionisti qualificati, ciascuno con almeno dieci anni di esperienza.
La sua filosofia del ristorante è che solo partendo da ingredienti stagionali e unici, selezionati con assoluto rigore, è possibile dare vita a emozioni nuove che conservano l’anima autentica della cultura gastronomica giapponese. La tradizione, quindi, non è mai vincolo, ma fonte d’ispirazione da cui trarre linfa per interpretazioni personali e raffinate.
Lo stile culinario proposto è duplice, riflesso anche nella struttura stessa del ristorante. Da un lato vi è la Sushisen Kaitenzushi, sala conviviale in cui il banco con il nastro trasportatore invita a una fruizione più dinamica e giocosa: piccole porzioni che scorrono davanti agli ospiti, esaltando il piacere della scelta immediata e della varietà. Dall’altro, la Sushisen Experience offre un contesto più intimo e raccolto, dove la cucina giapponese si declina in chiave gourmet attraverso percorsi più strutturati e che, oltre alla ricca carta, propone il menu degustazione Omakase.
Gli ingredienti rivestono un ruolo centrale, veri protagonisti di ogni piatto. La selezione segue la logica delle stagioni, rispettando i tempi naturali e puntando su materie prime d'eccellenza, capaci di raccontare con immediatezza l’essenza della cucina giapponese. L’approccio alla materia è duplice: rispetto assoluto per i sapori originari e, al contempo, ricerca di nuove combinazioni che sappiano sorprendere senza mai tradire la tradizione.
L’ambiente stesso contribuisce a definire l’esperienza: in entrambe le sale, sebbene con declinazioni diverse, si respira un equilibrio studiato tra funzionalità ed estetica. La convivialità più informale del kaitenzushi, con la sua vitalità, si contrappone alla sobria eleganza della sala gourmet, in cui il tempo sembra dilatarsi e lasciare spazio a un percorso più meditato.
La carta delle bevande è ricca e strutturata e include un ampia selezione di sake, distillati e birre giapponesi oltre a una selezione di vini italiani e internazionali che include bottiglie di grande pregio e molte proposte al calice.