Futura ricorda più un manifesto che un indirizzo: prima ancora della geografia, qui si afferma una visione. La casa si presenta attraverso la cucina, dichiaratamente vera, concreta e minimalista, e attraverso una carta che rinuncia alle consuete categorie per invitare l’ospite a comporre da sé il proprio percorso.
La suddivisione in antipasti, primi e secondi svanisce a favore di un menu libero, scandito dal ritmo personale di chi siede al tavolo e dalla disponibilità del mercato. È un invito a lasciarsi guidare dalla curiosità, con piatti preparati al momento e pensati sull’asse stagionalità–ispirazione, come in un equilibrio controllato in cui i confini tra le cose si allentano e il gusto prende la parola.
Alla guida, Anastasia Paris, classe 1994, nata a Celano, in provincia de L’Aquila. Giovane ma con un bagaglio solido e variegato, ha studiato alla scuola del Gambero Rosso di Roma e ha lavorato in contesti diversi – Umbria, Sardegna, Liguria, Australia – alternando ristoranti, alberghi, catering e persino macellerie. Un percorso che le ha consegnato una conoscenza profonda della materia prima, soprattutto animale.
Prima di aprire Futura, un passaggio all’Osteria della Trippa a Trastevere ha affinato ulteriormente il rapporto con il quinto quarto e con una cucina di sostanza. Ad affiancarla, Flavia Ercoli che si occupa della cucina insieme alla chef, e Luigi Carofilis, responsabile dell’enologia nel progetto.
La filosofia emerge netta: niente compartimenti stagni, ma un racconto fluido che mette al centro l’ingrediente e il suo momento migliore. Qui si valorizzano con consapevolezza i tagli meno celebrati – il quinto quarto, in primis – accanto a proposte di pesce, senza trascurare opzioni vegetariane e vegane. L’approccio è sartoriale e concreto, lontano da orpelli, con cotture e tecniche che non cercano di stupire ma di restituire carattere e pulizia al sapore.
La rotazione è parte integrante dell’identità: circa otto-nove piatti restano stabili per un paio di mesi, a cui si aggiungono cinque-sei proposte fuori menu in aggiornamento settimanale. Una struttura elastica, che consente alla cucina di respirare, seguendo la stagione e assecondando l’impulso creativo.
La forza sta nella coerenza: un linguaggio che rifiuta le etichette per affermare una cucina concreta, capace di sorprendere senza gridare, e di restare impressa grazie alla persistenza del gusto. Ingredienti e ispirazione fanno il resto, in un equilibrio che si rinnova ogni giorno, senza perdere di vista la sostanza.