Arte e Design
Storico

A tavola in un moderno affresco

Trattoria da Amerigo

Savigno (Bologna)

1 Stella Guida Michelin

Prezzo

In arrivo

Posti

N.D.

Menù Dedicato

No

Condizioni Speciali

No

Quando Andare

Senza preferenze

Prenotabile

Dal sito

  • Mercoledì cena
  • Giovedì cena
  • Venerdì cena
  • Sabato pranzo e cena
  • Domenica pranzo e cena
  • Lunedì chiuso
  • Martedì chiuso

Dal 1934 Amerigo è un presidio di memoria e visione nel cuore di Savigno, tra i colli bolognesi. La sua storia attraversa il Novecento e arriva al nostro secolo senza smarrire l’orgoglio di radici ancorate alla terra e un’attenzione lucida al domani. Fondato da Amerigo Vespucci Bettini con la moglie Agnese, il locale conserva dal 1998 una stella Michelin, mantenendo lo spirito autentico di una trattoria capace di aggiornarsi con misura. Oggi lo guida il nipote di Amerigo Alberto Bettini, che in queste sale ha trascorso infanzia e adolescenza e che dal 1988 lo gestisce insieme alla compagna Marina, con uno sguardo che intreccia accoglienza, territorio e un’idea di cucina tradizionale ma attuale. 

La regia dei fornelli è affidata a Giacomo Orlandi, che dà forma alla filosofia di Alberto: stimolare produzioni, allevamenti e coltivazioni non più intensive ma sostenibili, facendo dei tartufi, dei funghi e della selvaggina dei boschi dell’Appennino il cuore dell'offerta.
Accanto alle ricette della tradizione, sono nati piatti più innovativi, talora composti da due o tre ingredienti, cucinati per rispettare i sapori originari e naturali delle materie prime. Vengono così alla luce "nuove vecchie ricette" capaci di interpretare e rinnovare l’anima della campagna in un sottile equilibrio tra rustico ed elegante. 

La struttura del locale rispecchia questa identità stratificata. Si accede alle tre sale attraverso la Bottega, che rievoca la vecchia drogheria di Amerigo e propone prodotti della tradizione dei colli bolognesi: un ingresso che è già racconto. La prima sala, L’Osteria, è rimasta fedele all’originale: bancone da bar in legno di ciliegio bordato di nero, piano in marmo rosso di Verona e, a riportare alle glorie degli anni Sessanta, la macchina da caffè Faema E61. 

Da qui parte la scala che conduce al piano superiore, dove trova spazio la Sala della Tavola Rotonda: qui nel 1953 arrivò il primo televisore in bianco e nero di Savigno e si riuniva tutto il paese per vedere il Festival di Sanremo. Oggi è l’ambiente più intimo, protetto da un séparé déco in legno e cristallo, con un grande tavolo tondo. Nella bella stagione l’esperienza si sposta anche all’aperto: qualche tavolino davanti alle vetrine illuminate e molti coperti, protetti da grandi ombrelloni, lungo la stradina pedonale adiacente intitolata ad Amerigo Vespucci. 

La cucina porta con sé il ricordo concreto dell’osteria di una volta, quando nonna Agnese preparava tigelle col pesto cotto, lasagne, coniglio arrosto o cacciatora di galletto, con le verdure dell’orto del nonno, i suoi salumi e i prodotti degli amici contadini. Molti di quei piatti sono oggi riproposti con qualche aggiornamento, ponendo l’accento su ingredienti locali, tracciabili e stagionali. 

Il ristorante propone il menu degustazione Scoperta e natura, "sui sentieri di campagna alla ricerca dei sapori di stagione guidati da suggestioni legate a materie prime selvatiche o spontanee, ad allevamenti e coltivazioni sostenibili" composto da 5 portate e offerto a 70 euro con la possibilità di abbinare tre calici a 20 euro. Il menù alla carta è ricco di proposte tra antipasti, primi, secondi e dessert, con anche una selezione di formaggi di pregio proposti con pane integrale con fichi e mandorle.

Capitolo a parte merita il vino, che qui è racconto del territorio. La carta privilegia i Colli Bolognesi con una selezione ristretta e ragionata, frutto di assaggi costanti per individuare le etichette più rappresentative della produzione locale. Accanto a questa mappa territoriale, una Carta d’Italia apre allo scenario nazionale, articolando l’offerta tra spumanti e frizzanti, bianchi e rossi. Molti vini sono proposti anche al calice, con l’integrità garantita da un impianto a immissione di argon. Per chi volesse proseguire l’esperienza a casa, è previsto uno sconto del 25% sulle bottiglie d’asporto.

L’idea di accoglienza, in trattoria, è completata dalla Locanda Amerigo: cinque camere in una delle case più antiche di Savigno, arredate con elementi di design del Novecento. È un tassello che ricollega il presente alla visione del dopoguerra del nonno, quando si offrivano cibo e pernottamento come parte di un unico percorso di ospitalità. 

Nella Sala Gino Pellegrini la scena è affidata alla pittura: pareti e soffitto sono un continuum di illusioni prospettiche che aprono lo spazio oltre i suoi confini fisici, lasciando filtrare un cielo azzurro tra fronde e scorci. L’intero ambiente, concepito come un set in cui lo sguardo diventa il protagonista, è frutto di due anni di lavoro meticoloso di Gino Pellegrini, realizzato confrontandosi quotidianamente con Alberto mentre, pennellata dopo pennellata, il bosco s’infittiva e spuntavano giochi d’acqua.

È un omaggio alle colline del bolognese e alle diverse sfumature nel corso delle stagioni che qui diventa architettura visiva: un guscio immersivo dove il paesaggio dipinto sostituisce la decorazione convenzionale e dà vita all'arte di Pellegrini. 

Quest'ultimo, formatosi fra Architettura all’UCLA e arti visive a Los Angeles, ha attraversato il cinema americano come pittore scenico e scenografo
, da 2001: Odissea nello Spazio a Mary Poppins, da Gli uccelli a Star Trek. Tornato in Italia, ha consegnato al tessuto urbano illusioni civiche come la celebre Piazzetta degli inganni, e nella sua casa-laboratorio bolognese ha lavorato senza gerarchie tra pigmenti e materiali trovati, con la convinzione che tutto, foglie o colori, abbia pari dignità.

Questa visione si ritrova nella sala: un dispositivo narrativo stratificato, codificato per rivelarsi un poco alla volta. Ogni visita si fa gioco di scoperta: i clienti riferiscono di individuare sempre un soggetto nuovo, come in una caccia al dettaglio che cambia con l’angolo di osservazione e con l’umore della luce. I soggetti dipinti sono un prontuario di simboli colti e popolari: il nonno Amerigo sul suo triciclo con un fungo a mo’ di cappello, il Bianconiglio di Alice, un Lagotto col tartufo in bocca, il serpente tentatore, la gallina dalle uova d’oro, ma anche uccelli notturni, scoiattoli, ragni, farfalle, ricci, salmerini, una volpe a caccia della preda e un cervo dal palco imbiancato di neve. In chiusura, un cenno concreto al gusto: funghi, tartufi e vino sigillano il legame con il territorio, suggerendo una conversazione implicita tra paesaggio dipinto e desiderio della tavola, più evocazione che promessa, ma tanto basta per orientare il pensiero all’ospitalità.

La sala racconta un’idea di esperienza in cui la decorazione non è abbellimento ma progetto: l’ospite è invitato a sostare, a esplorare, a lasciarsi guidare da un ritmo lento di scoperte successive. In questo teatro di trompe-l’œil, il confine tra realtà e finzione è volutamente poroso, e proprio lì, nella soglia tra verosimile e immaginato, è il piacere di una sala che lascia godere dell'ottima e solida cucina del ristorante in un ambiente che sa essere accogliente, spontaneo e, insieme, profondamente autoriale.

Tablexperience

Scopri l'esperienza completa

Il racconto del menù, le nostre raccomandazioni e bellissime foto ti aspettano in esclusiva: passa a Premium per avere questo e tanti altri vantaggi!

Scopri di più!

Trattoria da Amerigo

Ristorante Italiano

Tablexperience
Via Guglielmo Marconi, 14/16, Savigno (Bologna), Emilia Romagna
Telefono:
+39 051 670 8326

Tavoli delle Guide

Le esperienze memorabili consigliate anche dalle guide storiche

Tablexperience
Instagram
@isottatrattoria
isottatrattoria

Qui da Isotta, cucinare e un divertimento.
Vieni a provare l’insalata di nervetti, patate e cozze domenica 27 da @casamalgarini X Summer Eats.

Vi aspettiamo 😎
Chef's Table

Isotta Trattoria

Tablexperience
©
Chef's Table

Myricae Ristorante

Max 10 posti
Tablexperience
©
Ville e Palazzi

Da Lorenzo - Al Giardino Segreto by Paulo Airaudo di NH Collection Palazzo dei Dogi

Max 18 posti
Tablexperience
Instagram
@barettodisanvigilio
barettodisanvigilio

Prime serate fuori.
Puro romanticismo.

La sera al Baretto.
#barettodisanvigilio #sanvigiliobergamoalta #cittaaltabergamo #sanvigilio #romanticplace❤️
Panoramico

Baretto di San Virgilio

Tablexperience
Instagram
@ristorantemaffei
ristorantemaffei

Una cena a lume di candela sopra gli antichi scavi romani.

Un tavolo intimo per festeggiare un’occasione, una ricorrenza… o solo per passare del tempo esclusivo, in compagnia di una qualcuno speciale per voi.

Questo rappresenta per noi il tavolo Giulietta & Romeo, per riservarlo in esclusiva potete contattarci qui:

☎ +39 045 8010015
✉️ info@ristorantemaffei.it
.
.
#RistoranteMaffei #verona #piazzaerbe #Maffei #ristoranteverona #ristoranteitaliano #insegnastoricadisapore #veronarestaurant #italianrestaurantverona #lacantinadelMaffei #ristoranteMaffeiwinery
Storico

Ristorante Maffei

2 posti