ODD, a Bologna, offre un approccio particolare al concetto di Chef's Table: è, infatti, l'unica proposta del ristorante. La sua storia comincia come street food e non rinnega quella radice, anzi la proietta altrove — la componente più informale troverà nuova vita in un’altra sede a Bologna — mentre qui il format si concentra in un viaggio gastronomico di 90 minuti con una rotta precisa: cercare il sapore più autentico.
L’architettura del luogo rispecchia questa essenzialità quasi monastica: un unico bancone con solo quattro posti in fila fronte-cucina, niente fronzoli, nemmeno un bagno interno (situazione risolta con una convenzione con il locale di fronte). Tutto è ridotto all’osso per liberare il centro della scena dedicandolo alla cucina e alla relazione immediata con lo chef e con ciò che arriva nel piatto.
Il locale si presenta come un organismo vivo che dichiara la propria mutevolezza come parte fondativa della sua identità. I principi dichiarati che guidano la sua proposta sono selezione rigorosa, materia prima trattata con consapevolezza, tecniche studiate, disciplina e, insieme, libertà.
Una dichiarazione di intenti che si riflette in piatti concepiti lontano dal rumore delle tendenze digitali ed espressione di una storia personale. Due percorsi scandiscono l’itinerario. Il primo, il menu degustazione vegetariano, dal nome Attimi - Radici, propone otto passaggi che sintetizzano la visione vegetale del progetto. Il secondo percorso, Attimi - Come una goccia, è un menu degustazione di otto portate dal respiro più ampio e come la sua controparte vegetariana, comprende acqua, caffè e coperto.